ambra - il gioielli dei sogni

Vai ai contenuti

ambra

schede tecniche > le pietre

ambra

ambra

L'ambra era la resina prodotta dalle piante antenate delle odierne conifere, vissute a partirea da circa 250 ml di anni fa, caduta a terra, spesso inglobando insetti, che sono giunti fino a noi inalterati
Col passare del tempo si è indurita e modificata secondo il processo chiamato amberizzazione (trasformazione chinica) trasformandosi in fossile.
Il colore varia dall'arancione a rosso cupo, al bruno scuro, al latte, anche se sono note rare colorazioni verdastre e nerastre dovute alla presenza di particolari sostanze organiche.
Può inglobare in se resti di animali e vegetali visibilia occhio nudo.


Può essere raccolta con due metodi principali:
  • pescarla dalla superficie del mare smuovendo i bassi fondali per farla affiorare
  • estrarla da miniere nella terra, particando degli scavi a facendola affiorare con dei getti d'acqua molto potenti
I principali centri dove possiamo trovare l'ambra si trovano sul mar Baltico dove ha fatto fiorire una notevole attività commerciale e il turismo.
Puà essere imitata con resine artificiali.
Anche nell'antichità veniva usata per realizzare monili e gioielli, poco ci sapeva però della sua origine e tante solo le leggende associate all'ambra.
Le tribù primitive utilizzavano l'ambra nei loro rituali magici, per scacciare il malessere e per proteggere i guerrieri.
In ogni paese dove l'ambra era conosciuta nascevano le più disparate ipotersi sulle sue origini divine, si pensava che l'ambra fosse un olio indurito o che derivasse dalla fossilizzazione del miele di antiche api selvatiche, che fosse schiuma del mare solidificata dai raggi del sole. Il popolo tendeva a spiegare la formazione dell'ambra come miracolosa o frutto di forze soprannaturali attribuendo così all'ambra non solo proprietà curative, ma addirittura magiche, associandola agli dei in quanto presentava caratteristiche così diverse dalle classiche pietre semi-preziose e che quindi non poterva essere stata generata naturalmente.
L'ambra a differenza delle pietre semi-preziose, è tiepida e non fredda; è leggera; si scioglie se riscaldata e brucia generando un fumo profumato di resina di pino; è elettostatica se strofinata con un panno; galleggia in acque molto salate.
ABINAMENTI per i gioielli: con l'argento e con altre pietre che contengono delle tracce color ambra.

PROPRIETA': calma e stimola i rapporti interpersonali; favorisce il successo personale ed è un buon antidepressivo.

Sono tante  le leggende e i miti che associano l'ambra ad una divinità: in Grecia  il mito di Fetonte, in Lituania la leggenda di Jurate e Kastitis ed in Russia la leggenda dell'uccello di Gauya.

IL MITO DI FETONTE


La mitologia greca racconta la storia di Fetonte, figlio di Elio, il dio del Sole e della ninfa Climene. Fetonte si trovò a dover dimostrare di essere il figlio di Elio. Un giorno, andò dal padre per supplicarlo di fargli portare per un giorno il carro del Sole.  Dopo aver convinto il padre, Fetonte salì sul carro e partì. Improvvisamente i cavalli si imbizzarrirono e portarono il carro altissimo, nel firmamento, bruciando una parte del cielo e creando così la Via Lattea. Dal cielo il carro andò giù di colpo, abbassandosi fin quasi alla terra – e bruciandola. A quel punto, Zeus decise di salvare gli uomini colpendo Fetonte con i suoi fulmini.
Fetonte morì e precipitò nel fiume Eridano, che oggi si chiama Po. Le sue sorelle, le Eliadi, colte da uno struggente dolore, piangevano la sua morte. Furono così trasformate dagli dei in biancheggianti pioppi e le loro lacrime divennero gocce d’ambra.


LA LEGGENDA DI JURATE E KASTITIS

Scultura di Jurate e Kastytis a Palanga, Lituania

Molto tempo fa, nella profondità del mar Baltico si ergeva il castello d’ambra della regina del mare, Jūratė. La regina controllava e si prendeva cura di tutte le acque e dei loro abitanti. Nessun pesce e nemmeno il più piccolo verme avevano motivo di lamentarsi: tutti vivevano in pace e armonia.
Un giorno Jūratė scoprì il pescatore Kastytis mentre pescava i suoi pesci, condannandoli ad una crudele morte. Così, in preda all’ira, salì alla superficie del mare per sgridare il pescatore disubbidiente. Il pescatore, tirata la rete fuori dall’acqua, non poteva credere ai propri occhi: nella rete c’era la regina del mare. Jūratė iniziò a sgridare Kastytis, perché pescava i suoi pesci – senza rendersi conto che, mentre lo rimproverava, si stava innamorando del giovane pescatore. Jūratė invitò Kastytis a visitare il suo castello d’ambra e il pescatore si dimenticò della casa e di sua madre, del tempo che passava – aveva occhi solo per la sua amata Jūratė.
Il dio del tuono Perkūnas guardò dal cielo al mare, vide Jūratė esultare allegramente in compagnia di quell’essere mortale, e si arrabbiò terribilmente. Perkūnas lanciò la sua freccia di fuoco contro il castello d’ambra di Jūratė e lo frantumò in infinite, piccole briciole. Il pescatore Kastytis, che aveva osato amare una dea, morì. La regina Jūratė, incatenata da Perkūnas ad una roccia sul fondo del mare, piange ancora il suo pescatore, e le sue lacrime ambrate a volte vengono lavate via dal mare sulla riva sabbiosa…

LA LEGGENDA DELL'UCCELLO DI GAUJA E DI KOSSOVO (LETTONIA)


Sulle rive del mare color ambra dove nessuno ha mai vissuto o anche fatto un passo, tra gli impenetrabili foreste e i selvaggi richiami dei vari uccelli, visse un  uccello unico e magico noto come “Gauja “. Questo è anche il nome di un fiume che scorre nel sud-ovest della Lettonia.
Non è noto ora come sia successo, ma a migliaia di chilometri di distanza, attraverso i mari, in un paese della Toscana, si diceva che questo uccello dalle piume blu brillante avesse conservato una collana d’ambra di straordinaria bellezza nel suo nido.
Gli erranti che si erano avventurati in Toscana dissero al re che ogni perle d’ambra aveva la sua forza miracolosa. Guardando un lato della collana si potevano vedere belle città, diversi paesi e persone in varie parti del mondo, mentre l’altra parte rivelava le bellezze del mare, foreste, fiumi e montagne.
”Prendi il miracolo d’ambra!“Il re ordinò e invocò il suo miglior cacciatore di nome Kossovo.
Dopo un lungo ed estenuante viaggio, Kossovo finalmente trovo l’albero su cui viveva Gauja.
Ogni giorno aspettava che l’uccello lasciasse il suo nido e quando, finalmente, Gauja volò verso il mare, Kossovo rubò la collana.
Senza ulteriori riflessioni, felice della sua relativamente facile vittoria,partì per la Toscana, ma a metà strada la curiosità si impadronì di lui. Prese la collana e iniziò a guardarla bene.
Era vero! Ogni volta che girava la collana nuove immagini gli venivano mostrate come se ogni piccolo pezzo di ambra avesse visitato diversi luoghi del mondo e in realtà assorbisse tutto ciò che poteva vedere. Ma mentre il ladro era catturato nella bellezza della collana, Gauja gli volò sopra, infilando gli artigli nei suoi vestiti e sollevando il cacciatore del re in aria.
Che cosa stai facendo ?!” implorò Kossovo, “ti restituirò la collana, ma liberami.”
“Ascolta”, rispose l’uccello Guaja. “Il tuo re è il ladro e tu sei il lacchè del ladro. Hai preso qualcosa che non ti appartiene. La collana che ora trattieni è un prezioso dono della terra per la sua gente. E mai una persona con mani lunghe e sporche come le tue ce l’avrà. Solo chi lavora sodo e riesce a ottenere questa pietra con la sua saggezza e il suo lavoro merita di esserne proprietario .”
Con queste parole, il brillante blu Gauja aprì gli artigli e il cacciatore precipitò nell’acqua.
Anche se la collana non era pesante, iniziò a tirare il ladro sul fondo del mare.
Spaventato, Kossovo gettò la collana in fretta, e il fondo fangoso avvolse immediatamente la pietra dorata, risucchiandola.
Il ladro balzò fuori e raggiunse la sua barca dirigendola verso sud.
Il re di Toscana si infuriò al ritorno del cacciatore, condannandolo a morte e nulla che Kossovo abbia detto potè far cambiare idea ai re.
Passarono molti anni e la gente cominciò a stabilirsi sulla costa del mare color ambra. Hanno arato la terra e bruciato il carbone, mentre il mare ha dato il pesce ai pescatori e le loro mogli hanno goduto dei benefici della pietra semipreziosa.
La leggenda di Gauja e Kossovo è passata da una generazione all’altra, ma nessuno ha mai più visto la collana d’ambra. Gli anziani dicono che ogni pezzo d’ambra della collana ha messo radici nel fondo fangoso e un albero è cresciuto al suo posto.
Candele di cristallo crescono sui suoi rami, secernendo gocce simili a lacrime versate per Gauja, che ha lasciato la regione per sempre. E ogni goccia, cadendo in mani dei pescatori o delle loro mogli, si trasforma in ambra per raccontare loro degli strani mondi, che sono stati visti dall’ambra, ricordando loro di raccontare ancora a più persone di questa storia sorprendente

LA LEGGENDA DI DUE SOLI (BALTICO)


C’era una volta, molte migliaia di anni fa, due soli erano nel cielo. Uno di questi era così enorme e pesante che alla fine i cieli non potevano sopportare più il proprio peso, facendo cadere i raggi di luce nel mare, congelandoli mentre cadevano.
Quando i raggi hanno colpito le rocce taglienti sul fondo del mare, si sono schiantati in pezzi frammentati. Da quel giorno, le onde raccolgono questi piccoli e grandi pezzi di pietra solare dal fondo del fondale marino e li gettano a riva.
fonti: cristalli e minerali di Eliana Martuscello, crisalli di Valentina Beggio, alambriosa.it, laviadell'ambra.it, il mondo delle gemme, nammu.com


Torna ai contenuti